«Smettere di fare il tifo? Impossibile.»
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«Smettere di fare il tifo? Impossibile.»

Joël aveva sette anni quando suo zio Roger Kuriger, fan dell’FCZ, lo portò a vedere la sua prima partita. Nel frattempo, sono diventati entrambi dei veri sfegatati e se possibile non si perdono neanche una partita. Allo stadio, le loro vie si separano, ma sono sempre d’accordo quando si tratta del loro avversario preferito.

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Il biglietto della partita fa bella mostra di sé nella sua collezione, ma il grande fan dell’FCZ Roger Kuriger non ha certo bisogno di un promemoria per ricordarsi del fatidico 13 maggio del 2006. Era il terzo minuto dei tempi supplementari di una partita decisiva tra il Basilea e lo Zurigo allo stadio St. Jakobspark. Il punteggio era di 1 a 1 e se fosse rimasto tale, il Basilea si sarebbe aggiudicato il titolo di campione. Quando improvvisamente lo zurighese Julian Filipescu si avventurò nell’area di rigore avversaria e sferrò il calcio della vittoria assicurando all’FCZ il titolo di campione. Sul campo ne successero di tutti i colori, ma Roger preferisce ricordare l’evento con piacere, soprattutto quando la sera stessa la squadra dell’FCZ giunse alla Maag-Halle di Zurigo. «L’intera città era sottosopra. Un’esperienza davvero incredibile». Roger ha addirittura un DVD dell’evento, che riguarda sempre con piacere.

Al freddo, contagiati dalla febbre del calcio

La maglia dei campioni del 2006 accompagna spesso Roger durante le partite del «suo» FCZ. Proprio come il nipote Joël, anche lui contagiato dalla febbre del calcio dello zio. Il 16enne ricorda ancora la sua prima partita con Roger allo stadio del Letzigrund: «Avevo circa sette anni e la nostra squadra vinse contrò l’Aarau 4 a 0. Era dicembre e si moriva dal freddo: ci saranno stati sicuramente 10 gradi sottozero». Per l’occasione suo zio gli aveva regalato la sciarpa della squadra. Da allora Joël ha acquistato diverse t-shirt e anche le mitiche scarpe da ginnastica bianche «Rebook», che non esita a indossare anche fuori dallo stadio come segno inconfondibile della sua appartenenza alla curva sud: il nucleo dei veri appassionati dell’FCZ. Ma come mai ha scoperto la sua passione per il calcio con lo zio e non con suo padre? Suo papà non è un «vero» tifoso e, secondo Joël, tifa pure per la squadra sbagliata. È possibile che un giorno smetterà di fare il tifo? «Impossibile.»

Il nipote predilige la curva sud, mentre lo zio si spinge sempre un po’ più avanti durante le partite. Roger conserva tutti i biglietti delle partite in un cassetto. «Non ho mai perso nessun match internazionale importante», ci racconta. Naturalmente c’era anche lui quando, in trasferta a San Siro, l’FCZ ebbe la meglio sul grande AC Milan battendolo 1 a 0 alla Champions League del settembre 2009. Ma era presente anche cinque anni dopo a Mönchengladbach all’Europa League. In quell’occasione l’FCZ perse 0 a 3 contro la squadra di punta tedesca, allora guidata dall’ex-allenatore dell’FCZ, Lucien Favre. «Nonostante tutto, fu un’esperienza indimenticabile. L’atmosfera nella curva dei fan era davvero eccezionale», ricorda con nostalgia Roger. Ma anche il dopo partita riservò piacevoli sorprese: «Pernottammo a Düsseldorf e la sera in città incontrammo, uno dopo l’altro, i giocatori dell’FCZ». Anche questo biglietto è custodito gelosamente nella sua collezione.

Diversi amici, stesso avversario preferito

Ma anche i fan più sfegatati non possono seguire ogni singola partita della loro squadra. Ciò vale anche per Roger e Joël. Se non possono partecipare ai match dal vivo, non si lasciano sfuggire le repliche: spesso guardandole sullo smartphone. Ma perché Roger è un fan così fedele? «L’FCZ mi ha affascinato sin dal primo minuto, regalandomi grandi emozioni e la passione per il calcio. E, come zurighese, sono inoltre fiero della squadra della mia città», ci spiega con grande entusiasmo. E lui è la dimostrazione che la febbre del calcio può colpire a ogni età. «Avevo circa vent’anni quando partecipai con un mio amico a una partita dell’FCZ» ci spiega Roger. E da allora è diventato un appuntamento fisso. «Oggi il gruppo di amici che si reca regolarmente alle partite è composto da cinque fino a dieci persone», continua Roger. E ridendo ci confida «li chiamo addirittura i miei ‹amici FCZ›». Alcuni li conosceva già da prima. Altri si sono uniti più tardi. Ancora oggi, di tanto in tanto, Roger e Joël vanno assieme allo stadio del Letzigrund: Joël alla curva sud, Roger subito accanto nel settore C. Anche Joël, come Roger, va alla partita con i suoi amici: «Ci vado sempre con le stesse persone». Entrambi sono d’accordo su una cosa: il Basilea è l’avversario preferito. «Ciò è fonte di grande divertimento nello stadio», spiega Joël. Il grande pubblico e gli inni alla squadra preferita garantiscono inoltre un’atmosfera davvero speciale. «Senza questa eterna rivalità con il Basilea, il gioco sarebbe decisamente meno divertente», riassume Roger. Il grande fan spera che la sua collezione di biglietti venga presto arricchita da qualche evento internazionale.

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