Luca Boller con gamepad sul balcone.
6 min

Il calciatore professionista con il gamepad

Luca «LuBo» Boller è il campione Fifa svizzero e di recente membro a tempo pieno del team di eSport dell’FC Basilea 1893. Una cosa è certa: i gamer professionisti sono tutt’altro che dei pantofolai.

Non appena viene fischiato il calcio d’inizio della partita, Luca Boller scatta subito in avanti, dribbla con destrezza gli avversari, tira ed è gol! Dopo pochi secondi l’FC Basilea passa in vantaggio contro gli YB. Ma non al St. Jakob-Park, e neppure in un altro stadio. Bensì su uno schermo in un ufficio a Fehraltorf, dove Luca Boller si sta allenando con Playstation e gamepad. Luca Boller è giocatore «Fifa» professionista e parte del team di eSport dell’FC Basilea, costituito da quattro membri.

Il videogiocatore ha persino abbandonato il suo lavoro di impiegato di banca: «Mi sono reso conto che il lavoro non mi permetteva di dedicarmi al gaming quanto avrei voluto per ottenere il massimo da questo», dice. «I giocatori internazionali sono impegnati a tempo pieno, o comunque, anche da studenti, hanno molto tempo da destinare agli eSport. Perciò sono felice che l’FCB mi abbia dato la possibilità di lavorare come professionista full time».

Luca Boller sorride durante l’intervista.

«LuBo» – questo il nickname di Boller – è diventato gamer a tempo pieno solo da poche settimane. Un cambiamento significativo per il giovane ventiquattrenne: le sue giornate sono state per anni pressapoco tutte uguali, prima con la scuola e poi con il lavoro; adesso tutto è cambiato e ogni giorno è diverso dall’altro. «Ora ho più libertà nell’organizzare i miei orari di lavoro e posso quindi occuparmi con maggiore impegno della mia carriera nell’eSport. Ciò richiede ovviamente anche una buona dose di autodisciplina», spiega. «Con l’FCB non gioco solo a Fifa, ma aiuto anche il team di eSport nella produzione dei contenuti.»

Chi pensa dunque che gli eSportivi come Luca Boller passino tutto il tempo a ciondolare sul divano e a giocare senza sosta, si sbaglia di grosso: Boller comincia di solito la giornata andando in palestra, lo sport infatti è un toccasana non solo per il corpo ma anche per lo spirito. Poi arriva la prima sessione di gioco di due ore, e dopo pranzo si parte con la seconda. Allenarsi troppe ore di seguito non porta a niente, bisogna giocare quando si è in grado di concentrasi davvero. Prima di iniziare la terza sessione di allenamento, Luca Boller crea video per il suo canale Youtube o fa streaming su Twitch. Anche questo fa parte del suo lavoro e costituisce, insieme ai proventi derivanti dai tornei e dalle sponsorizzazioni, un’ulteriore fonte di guadagno.

eSport: professionisti su tutta la linea

«Luca è un professionista a tutti gli effetti», dice un suo amico di lunga data Hakan Pazarcikli, anche lui ex eSportivo – e ancora oggi organizzatore di competizioni. Pazarcikli diventa nostalgico: «I miei tornei sono stati i primi ai quali Luca ha partecipato – mammamia, quanto era nervoso allora il piccolino!», rivela, mai poi ammette: «Di certo oggi avrei pochissime chance contro di lui.» Con la sua agenzia Level05 Pazarcikli si concentra attualmente sulla progettazione e la realizzazione di eventi di eSport, e la sua «palestra» a Fehraltorf, utilizzata anche da Boller, è messa a disposizione delle giovani promesse. Pazarcikli desidera così, fra l’altro, abbattere i pregiudizi: «Quando si parla di eSport, alla stragrande maggioranza delle persone viene sempre in mente lo stereotipo del gamer: grasso, pigro, introverso, senza titolo di studio. In questo caso è proprio l’esatto contrario: gli eSportivi vanno in palestra, stanno attenti all’alimentazione, realizzano video Youtube di ottima qualità e sanno come esprimersi e sapersi vendere durante le interviste. Lo stesso vale per Luca.»

Gamer già da bambino

Luca Boller è già da tempo un videogiocatore entusiasta. È entrato in contatto con il gaming sin da piccolo grazie a suo padre, che lo faceva giocare insieme a lui, o almeno glielo faceva credere: «In realtà mio padre staccava il gamepad senza che io me ne accorgessi e così giocava contro il computer», ride Boller. Ben presto però Luca è diventato più bravo del padre e anche di altri giocatori. Lo dimostra, ad esempio, un torneo che si è svolto in una videoteca della zona. Al tempo tutti gli altri giocatori avevano 20 anni o più. Ma comunque ha vinto Boller, che aveva appena dieci anni. Gli fu subito chiaro che avrebbe voluto continuare a partecipare ai tornei di gaming, forse un po’ con rammarico di sua madre: «Si era mostrata preoccupata quando, per l’ennesima volta, avevo affrontato una lunga sessione di gaming» dice.

«Finché però riuscivo a dimostrarle che la scuola e la formazione non risentivano del mio hobby, lo tollerava. Anche per me era fondamentale non trascurare la scuola.» E ancora oggi non è per lei un problema che Luca si lanci come professionista di gaming: «A casa abbiamo tre televisori, vinti da me nei tornei. Quindi anche lei ha i propri vantaggi», ride. Dopo che Boller ha vinto il campionato svizzero «Fifa», diversi club calcistici si sono interessati a lui. Alla fine la scelta è ricaduta sull’FC Basilea: «L’FC Basilea ha un approccio a lungo termine e, a mio parere, prende l’eSport in modo davvero serio. Al tempo, questo per me era molto importante.», specifica Luca Boller.

Tra i suoi pari

È questo il genere di tornei che secondo Boller rende gli eSport affascinanti, e non tanto per l’allettante montepremi o per il brivido che si prova, ma per la community: durante le competizioni si ritrova tra i suoi pari, tra persone che condividono il suo stesso entusiasmo e l’ambizione per il gaming. «Alle competizioni incontro persone che hanno i miei stessi interessi e proprio in quelle occasioni sono nate delle belle amicizie.» Tuttavia, ci sono degli aspetti del suo lavoro che lo infastiscono: anche se a volte non ha voglia di giocare, non può evitare di allenarsi. Inoltre l’eSportivo è dipendente dallo sviluppatore di giochi: se questi non permette più determinate competizioni o modifica le regole di qualificazione, i giocatori devono adeguarsi.

«Come per lo sviluppo del gioco, non si ha voce in capitolo per quanto riguarda le condizioni del torneo», dice Boller. «E ciò rende alquanto incerto il futuro da eSportivo.» Ma per Boller non sarebbe la fine del mondo. Infatti, oltre a essere un gamer professionista, è anche uno studente di marketing, aspetto che potrebbe rivelarsi molto utile in futuro: «È probabile che non rimarrò per sempre un gamer professionista. Per questo motivo investo nella formazione, per essere preparato per il futuro. Più avanti mi immagino di lavorare nel settore marketing di un’agenzia di gaming. Oppure maagri lavorerò come freelancer. Chi lo sa.»

Differenza tra eSportivi e gamer

Gli eSportivi dispongono di altre attrezzature rispetto ai gamer. Anche i giocatori di console non giocano sul televisore, ma su uno schermo relativamente piccolo, con una velocità di trasmissione molto più breve rispetto a una tv. E grazie alle dimensioni ridotte i gamer hanno sott’occhio l’intera azione di gioco, senza dover muovere gli occhi da una parte all’altra. Parte dell’equipaggiamento è anche una sedia professionale da gaming, che serve a prevenire i dolori alla schiena causati da tempi di gioco prolungati. Inoltre, il giocatore deve possedere le qualità del talento e dell’ambizione: si ha attivamente a che fare con i più piccoli dettagli e meccanismi del gioco – nel caso di «Fifa» solo con le diverse statistiche dei giocatori – e si imparano trucchi che portano vantaggi decisivi nella partita.

Lascia un commento

Il suo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati.*

Leggete ora