Social Media KMU Leitfaden

Facebook, Instagram, Twitter & co. al servizio delle aziende

Guida ai social media per PMI

Facebook & co. – tempo perso o ben investito? Qual è la giusta misura per una PMI su una finestra di 24 ore? Una breve guida ai social media per le PMI.

Acquisire 5000 clienti in un giorno? Con un videoclip fatto da sé? Magari con un budget ridotto all’osso? Qualche anno fa alla start-up “Dollar Shave Club” questo colpo da maestro è riuscito. Il protagonista del breve filmato in inglese è Michael Dubin, l’ex dirigente e co-fondatore di questa azienda americana che vende lamette da barba su abbonamento.

La piattaforma social di video YouTube ha aperto a Michael le porte del mercato e ha incrementato il suo fatturato. Oggi il paesaggio dei social media offre un’enorme varietà, quasi incalcolabile. Le operazioni fondamentali dei social media sono comunicare, commentare, cooperare o coordinare: tutto ruota attorno allo scambio di opinioni all’interno di gruppi.

I vantaggi offerti dai social media alla vostra PMI

Per le piccole e grandi aziende tali media apportano un valore aggiunto, ovvero un beneficio. E questo in ogni occasione dove si comunica o si forniscono informazioni: all’interno e all’esterno, con i clienti, i fornitori, i (potenziali) collaboratori e altri gruppi interessati all’azienda. I benefici sono:

  • dare notorietà all’azienda, ai prodotti o alla marca
  • ampliare il raggio d’azione
  • costruire un’immagine positiva
  • migliorare e incrementare il dialogo e la vicinanza al cliente
  • creare ulteriori contatti con i clienti e aumentarne la frequenza
  • sfruttare al meglio il potenziale di acquisizione di nuovi clienti
  • osservare ed esplorare il mercato
  • sostenere la gestione dell’innovazione
  • migliorare la gestione dei servizi
  • aumentare la propria attrattività come datore di lavoro (employer branding)

Una strategia basata sui social media in otto passi

Fonti:

  • Mack, D.; Vilberger D: Social Media für KMU. Der Leitfaden mit allen Grundlagen, Strategien und Instrumenten. Springer Gabler.
  • Sprick, A. 2014. Erste Schritte Social Media. Ein Ratgeber für kleine Unternehmen, Handwerker und Freiberufler. Alexander Sprick.

Quando si parla di social media con una persona con funzioni decisionali all’interno di una PMI, si reclama spesso e volentieri la mancanza di tempo, di denaro o di know-how. Altri invece temono perdite di controllo, ostacoli interni oppure la mancanza di coinvolgimento o di partecipazione del gruppo di riferimento. Ma ci sono almeno tre motivi che depongono a favore dell’introduzione dei social media nelle PMI.

  1. I social media sono uno strumento di comunicazione economico.
  2. Oggi i clienti si scambiano opinioni sulle reti sociali, senza conoscersi. E questo anche sul vostro conto e sulla vostra azienda.
  3. Il mercato si trova là dove sono i vostri clienti e soprattutto le ultime generazioni sono quasi sempre online (via mobile).

Vale quindi la pena elaborare un piano, meglio se per iscritto. Una domanda centrale è “come”. Ecco i consigli degli esperti:

  1. Perché i social media? Possibili motivi sono: trend, collaboratori/partner/clienti/concorrenza/raggio d’azione e notorietà o auspicabili risparmi e aumento del fatturato.
  2. Sviluppi nel settore: dove si trova il mercato? Come si sviluppa? I social media sono rilevanti nel settore di interesse?
  3. Situazione di partenza: dove si colloca l’azienda? È pronta per i social media? A quali restrizioni (legali e in termini di risorse) è sottoposta? Il tema è radicato nell’azienda e nei processi? Obiettivi e responsabilità sono definiti?
  4. Obiettivi: cosa volete raggiungere con i social media? Quali sono gli obiettivi mirati? In quale direzione vuole andare l’azienda?
  5. Gruppi di riferimento: chi volete raggiungere? (clienti/segmenti/partner/collaboratori)
  6. Strategia: qual è l’orientamento strategico?
  7. Tecnologia: quali sono le tecnologie e gli strumenti disponibili?
  8. Misurazione dei successi: come si controlla il successo delle attività legate ai social media? Attenzione: i benefici economici sono difficili da comprovare. Un aiuto lo danno alcuni strumenti per misurare i successi come Facebook Insights, Google+ Insights o Twitter Analytics.

Ecco il programma minimo per le PMI

Una volta elaborato il piano, il passo successivo è stabilire il programma minimo per i social media. Le reti sociali non si limitano a Facebook. Quali piattaforme hanno un ruolo importante per voi? Preparativi: come non esiste una PMI standard, non esiste una soluzione unica per tutti. Le piattaforme per testi, foto e video oggigiorno più conosciute sono:

Facebook:

  • Ascoltare: scoprire i temi discussi dai (potenziali) clienti, ad esempio in gruppi (community) o sui profili della concorrenza.
  • Ampliare il raggio d’azione: generare fan attraverso post (articoli) sulla propria pagina, contributi e commenti in gruppi (consulenza), annunci (Facebook) mirati al pubblico di riferimento, collegamenti ad altre piattaforme o al proprio sito.
  • Interazione: attraverso contributi interessanti sulla propria pagina o tramite il contatto con altri utenti in vari gruppi.
  • Generare traffico: i contributi sulla propria pagina o nei gruppi possono essere collegati al sito Internet dell’azienda.

Twitter:

  • Ascoltare: seguire i clienti o gli utenti che seguono la vostra azienda. Scoprire i temi che vengono discussi dai (potenziali) clienti.
  • Ampliare il raggio d’azione: generare follower seguendo altri utenti, con tweet interessanti o link.
  • Interazione: interagire con altri utenti della piattaforma con tweet interessanti, utilizzarlo come canale per l’assistenza ai clienti.
  • Generare traffico: collegamento al sito aziendale.

Xing (lingua tedesca) und LinkedIn (internazionale):

  • Ascoltare: scoprire i temi che vengono discussi dai (potenziali) clienti, ad esempio nei gruppi.
  • Ampliare il raggio d’azione: generare fan grazie ad articoli e commenti nelle community (consulenza), collegamenti ad altre piattaforme o al sito dell’azienda.
  • Interazione: attraverso novità interessanti o tramite il contatto con altri utenti in vari gruppi.
  • Reclutare personale: trovare potenziali nuovi collaboratori.

Instagram e Pinterest

  • Ascoltare: scoprire gli interessi di altri utenti. Instagram: cronologico e prevalentemente per uso privato con foto istantanee (e anche video). Pinterest: immagini di alta qualità suddivise per tematiche, più adatto per le aziende.
  • Ampliare il raggio d’azione: generare fan grazie a immagini e temi che suscitano interesse, collegamenti ad altre piattaforme o al sito dell’azienda.
  • Interazione: interagire con altri utenti tramite i commenti alle immagini.
  • Generare traffico: i pin sulla propria pagina possono essere collegati al sito Internet dell’azienda.

YouTube:

  • Ascoltare: scoprire quello che la concorrenza ha da offrire su YouTube, ascoltare gli amatori e trarne insegnamenti.
  • Ampliare il raggio d’azione: generare abbonati con video interessanti. Commentare altri video, condividere il proprio know-how di esperti. Collegamenti.
  • Interazione: interagire con altri utenti della piattaforma tramite video interessanti diffusi sul proprio canale.
  • Generare traffico: collegare i video al proprio sito.

Quando in una PMI mancano personale e risorse

I rischi dei social media Se è vero che l’utilizzo delle reti sociali può portare a clienti e collaboratori soddisfatti come pure a un aumento del fatturato, non bisogna ignorare i rischi. Non c’è niente di meglio di quando le notizie positive si diffondono a macchia d’olio come un “candystorm”, ma può succedere anche che le notizie negative si trasformino, per così dire, in uno “shitstorm”. Le conseguenze? Danni alla reputazione, all’immagine, perdite finanziarie o anche di clienti. Altri rischi sono legati a falle nella sicurezza dei dati personali o a ostacoli giuridici: protezione dati, violazioni della legge in materia di concorrenza, diritto di autore e di marchi.

Non tutte le piattaforme sono adatte a tutte le aziende e a tutti i settori. La regola d’oro: “meno è di più”, soprattutto all’inizio. ll vostro piano deve inoltre tenere in considerazione anche l’iscrizione a cataloghi di settore come Google My Business o localsearch.ch. Da non dimenticare anche Google+. Solo attraverso un profilo Google+ esistono modalità di pubblicazione speciali nei risultati di ricerca Google. E se questo gigante fra i motori di ricerca dovesse mostrare fra i suoi risultati i dati social, questi saranno i dati propri e non quelli via Facebook. La scelta delle piattaforme dipende anche da dove si trovano i vostri clienti. Oltre che da tempo e denaro. Nel caso disponiate di tempo, ma non di risorse finanziare e di personale, i social media possono essere usati innanzitutto come strumento di marketing, per osservare e analizzare il mercato. In questo modo sarete pronti, quando avrete personale e denaro sufficienti.

“L’artigiano dei social media”: fonte di ispirazione per le PMI

Indipendentemente dal canale vi è un elemento essenziale: perché la vostra presenza sui social media non si trasformi in un fuoco di paglia, avete bisogno di carburante, in termini tecnici: “content”. Contenuti interessanti che attraggano il vostro gruppo di riferimento come un magnete: storie simpatiche, uno sguardo dietro le quinte, un concorso, messaggi veicolati attraverso immagini o video fatti da sé, come nel caso dell’abbonamento per lamette da barba. Importante: evitare pubblicità grossolane. Un esempio spesso citato è il blog Keksblog della pasticceria specializzata in wafer di Hans Freitag o il profilo Twitter del mastro pittore Werner Deck che al memento conta 24 000 abbonati. Capo di dieci collaboratori in Germania twitta, scrive e redige blog su qualsiasi possibile tema quotidiano. Oppure lasciatevi ispirare da Blendtec: il fondatore di questa azienda che da oltre dieci anni mette alla prova la forza dei suoi robot da cucina su YouTube, triturando con il suo mixer ogni sorta di oggetto, dalle palline da tennis agli iPad. Cose che teoricamente ogni azienda potrebbe fare, grazie ai social media e anche con budget ridotto.