Freerider e campione del mondo Fabian Bösch: Nella valutazione del rischio di slavine, approfitterei del 5G.
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«Nel freeride devi sempre valutare il rischio»

Fabian Bösch, campione del mondo di freestyle nella specialità slopestyle, ama sciare e praticare freeride. Nell’intervista ci confida che, oltre al casco da sci, sono necessarie la consapevolezza del rischio e la ricerca della sicurezza e ci racconta come le nuove tecnologie potrebbero essere di aiuto.

Nel 2015 Fabian Bösch è stato il più giovane sciatore svizzero a diventare campione del mondo in una disciplina olimpica. A soli 16 anni, come sciatore di freestyle, è diventato campione del mondo di slopestyle a Kreischberg, in Austria. Questo ragazzo di Engelberg, oggi ventunenne, l’anno successivo ha conquistato il gradino più alto del podio negli X-Games ad Aspen/USA nella disciplina Big Air. Fabian Bösch è anche un artista, un freerider e un temerario. Nell’intervista, Fabian Bösch ci racconta la sua passione, la libertà e la valutazione del rischio.

Sette anni fa eri uno sciatore ambizioso e a 14 anni sei diventato campione svizzero juniores di slalom. Come mai sei passato dallo sci alpino al freestyle?

Fabian Bösch, freerider e campione del mondo nella specialità slopestyle.Fabian Bösch: Sono cresciuto a Engelberg e molto presto sono diventato membro dello Sci Club. Per me sciare è la cosa più bella al mondo. In qualunque forma. Tuttavia, nelle discipline alpine mi mancava la libertà. Trovo fantastico volare con gli sci, provare nuovi trick e allenarmi usando attrezzi diversi, ad esempio sul trampolino.

Cosa ti affascina nello sci freestyle?

Voglio imparare sempre nuovi trick. Quando sono io il primo a farlo, resto molto affascinato e sono anche orgoglioso di me stesso. Non ci sono regole e non sembra neanche di fare allenamento quando si provano nuove acrobazie sul trampolino. Ed è divertente sfoggiare questi trick nelle competizioni.

Ci vuole una buona dose di coraggio, in particolare negli X-Games, dove devi superare un trampolino di 60 metri e solo dopo 30 metri hai la garanzia di un atterraggio sicuro. Quanto è grande la tua propensione al rischio?

Grazie all’allenamento e a un lavoro lento e costante portato avanti per anni, posso ridurre i rischi al minimo. Durante le gare eseguo solo i salti dei quali mi sento sicuro.

Sei famoso in tutto il mondo dopo il tuo video sulle scale mobili, girato in Corea del Sud durante i Giochi Olimpici Invernali. Con questa trovata, una settimana prima delle gare più importanti della stagione, non c’era il rischio di procurarti una lesione?

No, per niente. Posso contare sul mio istinto per queste cose e so valutare quando una cosa è possibile e quando no. Grazie anche all’esperienza maturata negli allenamenti per affinare il senso di equilibrio. Lo definisco «gestione del rischio». E se il rischio è troppo grande, non lo faccio e basta.

Anche accanto ai pendii, sei in viaggio sulla tavola, ad esempio nel freeride. E ti sottoponi a dei rischi. Quali misure adotti per calcolare meglio il pericolo di valanghe o di banchi di neve?

Anche se per la maggior parte del tempo sono in giro per Engelberg e conosco bene i pendii e le aree sciistiche, consulto sempre il bollettino delle slavine. Quando il pericolo di valanga sulle pendici delle Alpi è classificato come «elevato», rinuncio al freeride. E quando il rischio è invece minimo, allora mi attrezzo al meglio, ad esempio con un ARTVA, un airbag e una sonda.

La tua decisione se fare o meno freeride dipende sempre dal bollettino delle slavine. Se esistesse una tecnologia in grado di prevederle con maggiore precisione, cosa cambierebbe?

Poiché viaggio spesso, nel mio tempo libero, senza allenamenti o competizioni, vorrei semplicemente fare freeride, soprattutto con i miei amici. Ci divertiamo moltissimo a scendere e curvare sui pendii innevati. Le condizioni sarebbero quelle ideali. Purtroppo con la neve fresca aumenta anche il rischio di valanghe. Tuttavia, se conoscessi in tempo reale il grado di rischio per un determinato pendio, aumenterebbero le possibilità di eseguire un ride perfetto.

Migliore valutazione del rischio di valanghe grazie alla rete 5G

Le condizioni locali e le singole pendici oggi non vengono valutate nel bollettino delle slavine. Perciò gli amanti degli sport invernali e i responsabili della sicurezza si basano sulle valutazioni locali. Questi dati vengono spesso raccolti manualmente dai collaboratori delle ferrovie di montagna che valutano la situazione al mattino.

Con nuove tecnologie si potrebbero ottenere in qualsiasi momento le informazioni sull’altezza della neve, la quantità di neve fresca sui pendii soggetti a slavine, i movimenti dei banchi di neve, tutto tramite cellulare. A questo scopo, vengono posizionati dei sensori sui pendii soggetti a valanghe che misurano l’altezza e i movimenti della neve e che trasmettono dati praticamente in tempo reale tramite la rete 5G. L’internet delle cose, ossia la rete di sensori, necessita però di una connessione 5G per trasmettere volumi di dati con rapidità e senza ritardi.

Ora i Campionati del Mondo si svolgono in Utah/USA. Come ti prepari quando manca poco a un evento?

Prima di una gara provo in allenamento i miei trick e il loro svolgimento, in modo da avere la sicurezza e la fiducia che tutto filerà liscio. Come diversivo, ogni tanto gioco online.

Quali obiettivi ti sei posto per il Campionato del Mondo?

Big Air è da poco disciplina mondiale e sono sempre molto contento di affrontare queste gare. E nella gara di slopestyle mostrerò le nuove acrobazie che ho inventato l’anno scorso. Se tutto va bene, dovrei conquistare un posto sul podio in entrambe le gare.

 

Le foto ci sono state fornite da Fabian Bösch.

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