Lavoratori digitali a domicilio: mobili, flessibili e soddisfatti
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Lavoratori digitali a domicilio: mobili, flessibili e soddisfatti

Lavorare in mobilità

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Urs Binder (testo), Daniel Brühlmann (foto), 21 septembre 2016

Il responsabile della divisione operativa

Direttamente dal Passo del Pragel, Mark Weder ci confida in un’intervista telefonica: «Per due giorni il nostro team si occupa di volontariato e aiuta una famiglia di contadini a spaccare la legna, montare i recinti per le mucche, produrre burro, …». Weder dirige presso Microsoft Svizzera la divisione operativa Fornitori di formazione ed è spesso in viaggio.

«Un lungo tragitto per andare al lavoro è una perdita di tempo. Voglio avere la libertà di lavorare nel luogo in cui mi trovo.»Marc Weder, Responsabile della divisione operativa Fornitori di formazione, Microsoft Svizzera

Le visite presso clienti e partner richiedono circa la metà del suo tempo di lavoro, il resto serve alla preparazione e alla post-elaborazione. «Posso svolgere questi lavori ovunque», afferma sottolineando di non voler più rinunciare al lavoro flessibile. Un lungo tragitto per andare al lavoro è una perdita di tempo. Vuole avere la libertà di lavorare nel luogo in cui si trova, «sul mio alpeggio, a casa o presso Microsoft in ufficio».

Marc Weder lavora un po’ ovunque: da casa, nell’ufficio di Microsoft o mentre è in viaggio.

Per Marc Weder il punto critico è delimitare lavoro e tempo libero: «Se si può lavorare sempre e ovunque, si corre il rischio di essere disturbati anche nel tempo libero o di distrarsi». È quindi utile definire delle regole. Ad esempio «Mai di domenica» oppure «Solo quando i bambini sono a letto». Per contro si può anche prendere un pomeriggio libero durante la settimana per giocare a tennis e in cambio lavorare un paio di ore al sabato.

La manager social media

Per Julia Wunsch non esiste una giornata di lavoro tipica. «Ogni giorno è diverso, fosse solo per il luogo. Lavoro una volta a Winterthur, una volta nell’Impact Hub di Zurigo, e una volta sono a un evento». In veste di manager social media presso AXA Winterthur cura la presenza dell’azienda sui social media, adatta le campagne nazionali per Facebook e altre piattaforme simili, portando avanti il processo di digitalizzazione all’interno della ditta, coinvolgendo tutti dalla direzione al servizio tecnico.

Julia Wunsch lavora come manager social media presso Axa Winterthur e per la sua vita professionale poter lavorare in maniera flessibile è fondamentale.

«Senza il lavoro flessibile non potrei svolgere la mia attività. I social media funzionano 24 ore su 24.»Julia Wunsch, manager social media, AXA Winterthur

«Senza il lavoro flessibile non potrei svolgere la mia attività. I social media funzionano 24 ore su 24: non si può dire adesso ho finito il lavoro e rispondo solo domani a un commento critico. Ad esempio aiuto il nostro team Customer Care quando vengono pubblicati post critici, anche la sera o durante il fine settimana». La vivace esperta, che parallelamente al lavoro sta scrivendo la tesi di dottorato all’Università di Zurigo, non ritiene stressante il suo posto all’80 percento.

Anzi. Può abbinare al lavoro molte cose che fa davvero volentieri. Come ad esempio la fotografia nello sviluppo della strategia per Instagram, la sua attività privata e le sue esperienze l’hanno aiutata incredibilmente su questo social network. Anche in occasione di manifestazioni come la AXA Startup Challenge entrambe le cose si fondono l’una con l’altra; scattare fotografie e pubblicare post o contributi di vario tipo sui canali di comunicazione di AXA vanno di pari passo. Apprezza l’atmosfera da startup anche nell’Impact Hub dove lavora in media un giorno alla settimana: «Conosco sempre persone nuove e interessanti e lo stesso vale anche per i vari progetti: in questo modo non ci si annoia mai!»

L’assistente alla clientela

Per Maurizio Audino il futuro del center è già quotidianità. Può accogliere i clienti a casa sua. Dapprima allestisce l’installazione: telefono IP, laptop, auricolari. «Posso effettuare il login via VPN e collegarmi con tutti i sistemi che mi servono per il lavoro. Tutto il resto è uguale a quanto avviene nell’ufficio di Ittigen». Quanto cambia è questo: prima di entrare in servizio non deve fare la coda nel traffico.

«Nella scelta di un datore di lavoro, oggi preferirei quelli che offrono la possibilità di home office.»Maurizio Audino, Service Desk Consultant Technical, Swisscom

Audino aiuta i clienti Swisscom come «Service Desk Consultant Technical» con un’assistenza tecnica telefonica. Sinora, con il lavoro da casa ha potuto riscontrare solo buone esperienze. «Nella scelta di un datore di lavoro, oggi preferirei quelli che offrono la possibilità di home office.»

Per il lavoro Maurizio Audino apprezza la tranquilla atmosfera di casa, ma gli piace esercitare la sua professione anche in ufficio a fianco dei suoi colleghi di Swisscom.

Il solo svantaggio per Audino è la lontananza dei colleghi. «Si deve discutere tutto per chat, e-mail o telefono e non si può andare semplicemente alla scrivania vicina per chiarire qualcosa». Perciò non vorrebbe lavorare ogni giorno da casa, ma una o due volte alla settimana sono l’ideale. Anche i clienti notano che non lavora sempre nell’ufficio openspace: nell’home office c’è silenzio. Non ci sono rumori di sottofondo. Alcuni clienti abituali se ne sono già accorti.

La capoprogetto

Lavora tre giorni alla settimana in ufficio e uno in Home office di norma perché non è prescritto che debba essere a Stein. Come capoprogetto Sostenibilità, Nadia Stillhart si occupa alle FFS di temi come l’accesso per disabili, la salute dei collaboratori e la diversità.

Che si trovi a Berna, a Zurigo oppure presso altre sedi delle FFS o magari a casa o in un bar, a Nadia Stillhart piacere poter lavorare in maniera flessibile da luoghi diversi.

«Il lavoro flessibile rende molto più semplice organizzare il quotidiano.»Nadia Stillhart, capoprogetto FFS

Anche nelle «giornate d’ufficio» non lavora sempre nella sede centrale delle FFS a Wankdorf. La si incontra anche in altre sedi FFS a Berna e Zurigo o in un bar con accesso a Internet. E può suddividere la giornata in base alle esigenze della famiglia. Capita che si alzi molto presto e lavori dapprima a casa. In ufficio va dopo, quando la figlia maggiore è andata a scuola. Poi lavora magari fino alle 17 e va a prendere la figlia piccola all’asilo nido. Oppure pratica i suoi hobby.

Il lavoro flessibile rende molto più semplice organizzare il quotidiano, sottolinea la capoprogetto. «Lo apprezzo molto. Non posso più immaginarmi di lavorare solo in ufficio». Una giornata di home office alla settimana in ufficio è comunque sufficiente: «Gli aspetti sociali, lo scambio con i colleghi anche oltre il lavoro, sono cose che mancano se si lavora solo da casa.»

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