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L’Internet delle cose è reale

I Connected Devices sono apparecchi e macchinari interconnessi che comunicano senza l’intervento umano. Queste applicazioni sono disponibili già oggi e in futuro si diffonderanno ulteriormente. La tecnologia mira a semplificarci la vita ma richiede anche l’attenzione di chi si preoccupa della protezione dei dati.

La ruspa siberiana segnala quando il freddo si fa troppo rigido. Il müesli suona l’allarme se l’acquirente è allergico. La luce del posto auto dà il via libera se non è occupato. Internet delle cose: così si chiama la tecnologia che nei prossimi anni rivoluzionerà la nostra vita: «semplificherà», secondo i sostenitori, «inabiliterà» stando agli oppositori.

Connected Devices, Internet delle cose, Internet of Things (IoT) o M2M (Machine to Machine) sono sinonimi dello stesso concetto: macchine o cose interconnesse senza l’intervento umano. Queste macchine si scambiano informazioni e reagiscono in base alle istruzioni: se ricevi questa informazione, fa questo. Attualmente sono ancora persone a dare questi comandi. Ma già oggi la scienza sta studiando macchine autodidatte, in grado di adeguare le loro azioni in base alla situazione.

Il presupposto per una rete IoT è che le macchine collegate siano in grado di comunicare tra di loro, ovvero siano collegate a internet. A tale scopo vengono dotate di una carta SIM, simile a quella che si trova nei cellulari. Oggigiorno già circa 10 miliardi di apparecchi sono equipaggiati in questo modo. Ma questo è solo l’inizio: entro il 2020, stando alle valutazioni, si prevede che ben 50 miliardi di apparecchi saranno collegati all’Internet delle cose. Affinché la rete di telefonia mobile sia in grado di gestire un numero così elevato di apparecchi occorre la nuova generazione di telefonia mobile 5G.

Il barile di birra che si ordina da solo

Domanda: che vantaggio ci offre questo Internet delle cose? Già oggi in Svizzera sono stati attuati numerosi progetti. Ad esempio la birra, un alimento di base per gli uomini. Se rimangono a secco, l’umore cala in men che non si dica. Feldschlösschen ha trovato la soluzione e offre, in collaborazione con Swisscom, il barile di birra che si ordina da solo. Dei sensori integrati registrano sia il livello di birra nel barile sia il consumo. Una volta raggiunto un livello critico, il barile ordina automaticamente un approvvigionamento presso il fornitore.

Mentre gli ospiti si godono il panorama, magari con una birra fresca in mano…
…il barile di birra che si riempie da solo assicura un approvvigionamento costante.

Ma funziona anche in situazioni più serie (senza togliere nulla alla serietà con la quale gli amanti della birra si dedicano al loro hobby). Il braccialetto di emergenza per persone affette da demenza comunica ad esempio se la persona in questione oltrepassa un determinato perimetro. I famigliari o i vicini vengono quinti automaticamente allarmati e possono controllare la situazione. Anche i movimenti dell’adorato animale domestico possono essere controllati tramite un collare collegato alla rete e che consente al padrone di essere sempre al corrente sulla sua posizione. La tecnologia IoT nelle automobili è ancora più sofisticata. Già oggi i sensori registrano un incidente e fanno scattare automaticamente l’allarme, trasmettendo le coordinate esatte del luogo in cui è avvenuto l’infortunio. Le automobili senza conducente, studiate attualmente da vari produttori, compiono un passo oltre: comunicheranno costantemente e in modo autonomo con altri veicoli, sistemi di gestione del traffico e con i mezzi di trasporto pubblici.

Anche i movimenti dell’adorato animale domestico possono essere controllati tramite un collare collegato alla rete e che consente al padrone di essere sempre al corrente sulla sua posizione.

Già oggi i parcheggi collegati alla rete presso il castello di Lenzburg indicano la via agli automobilisti. I sensori rilevano se un parcheggio è occupato o meno e comunicano il numero di posti auto ancora liberi in tempo reale al pannello dell’autosilo della Scuola professionale. In questo modo si evita di dover passare uno a uno gli 84 posti auto del castello. Questo progetto è stato lanciato grazie a una collaborazione tra Swisscom e la città di Lenzburg.

Servizio di soccorso stradale e prevenzione

Se qualcosa si guasta al momento sbagliato può essere seccante o addirittura pericoloso. Un ambito d’intervento importante dell’IoT è pertanto il monitoraggio dei macchinari. Se ad esempio uno dei veicoli a tre ruote elettrici utilizzati dai postini si guasta durante il lavoro, questo deve essere rimorchiato da un carro attrezzi causando un enorme dispendio. Per questo i sensori controllano lo stato del veicolo. Proprio come nelle persone la tosse preannuncia l’influenza, così il veicolo – in caso di guasto imminente – comunica di non essere proprio in forma e viene automaticamente mandato in riparazione dove i tecnici possono accedere al rapporto sullo stato e identificare subito il problema.

Ulteriori applicazioni si trovano ad esempio nella localizzazione indoor. Ypsomed, un produttore di tecnologia medica svizzero, ha digitalizzato ad esempio il monitoraggio della merce durante tutto il processo di produzione. Ciò funziona grazie a internet, indipendentemente dalla distanza. L’impresa di costruzione di macchinari per l’edilizia Liebherr monitora tutti i suoi mastodonti su scala mondiale con l’aiuto di sensori – il tutto a livello centrale e in un ufficio bello caldo. Un autocarro collegato alla rete in Siberia può comunicare se le temperature gelide gli stanno creando problemi. Ovviamente in caso di riparazione il tecnico deve comunque indossare una calda giacca e mettersi in viaggio. Ma grazie all’avviso di stato è sicuro di portare con sé la giusta attrezzatura.

Si tratta di pura fantasia o un giorno sarà anche realtà? La serie televisiva «Minority Report» porta avanti la trama dell’omonimo film.

Lo sviluppo dell’Internet delle cose si trova agli albori. In futuro i generi alimentari dovrebbero far scattare automaticamente un allarme se il cliente è allergico a una delle sostanze contenute. Le infusioni controlleranno automaticamente la somministrazione dei medicinali nella cartella clinica e passando di fronte alla vetrina apparirà una pubblicità personalizzata.

Visioni futuristiche simili mettono sull’attenti chi si preoccupa della protezione dei dati. Infatti, se vogliamo che queste possibilità diventino realtà, noi consumatori, cittadini e pazienti dobbiamo essere disposti a partecipare. I nostri cellulari saranno ben più che un mero mezzo di comunicazione. Saranno infatti al centro della nostra vita. Fino a che punto ci si può fidare degli operatori, con quale grado di trasparenza possono essere utilizzati i dati e quanto influsso possiamo esercitare sull’impiego dei nostri dati personali?

Nel corso dei prossimi anni ci dovremo porre con sempre più frequenza queste domande. L’Internet delle cose non è un’utopia. Molti suoi aspetti fanno parte della realtà e ci semplificano già oggi la vita. Fino a che punto vogliamo andare siamo ancora noi a deciderlo e non le macchine – almeno nel futuro più immediato.

Partecipate alla discussione

Quando il frigorifero vuoto ordina la pizza: quale applicazione di Internet delle cose attendete con trepidazione?

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